Abbiamo deciso di varare anche per la nostra Associazione un blog permanente per riprendere un’utile esperienza fatta da quasi tutte le Associazioni e affini che
V.A. Serov – Il Ratto di Europa
Abbiamo deciso di varare anche per la nostra Associazione un blog permanente per riprendere un’utile esperienza fatta da quasi tutte le Associazioni e affini che
Nel State of the Union Address del 16 settembre 2026, la Presidente della Commissione ha dichiarato l’intenzione di “opening the door” affinché il Canada divenga il primo “associate member” dell’Unione europea . L’espressione, senz’altro estranea al lessico dei Trattati, sarà qui resa con quella, volutamente ossimorica, di “Stato membro associato”, per metterne in luce la tensione concettuale. Naturalmente, l’affermazione solleva questioni di architettura costituzionale circa la coerenza di una simile condizione con i vincoli del processo di integrazione europea: in sintesi, è compatibile tale status con il diritto primario, considerati altresì i limiti desumibili dalla giurisprudenza della Corte di giustizia?
SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. I fatti e la procedura nazionale. – 3. La pronuncia della Corte: i presupposti applicativi del principio della lex mitior di cui all’art. 49, par. 1, ultima frase, della Carta. – 3.1. L’applicabilità della Carta. – 3.2. Il carattere penale dell’illecito. – 3.3. La modifica favorevole all’autore dell’illecito. – 3.4. L’assenza di decisione definitiva. – 4. La portata della sentenza: tra autonomia europea e discipline nazionali. – 4.1. La materia penale oltre le qualificazioni nazionali: l’estensione della lex mitior alle sanzioni amministrative punitive. – 4.2. La nozione autonoma di “decisione definitiva” ai fini della lex mitior. – 4.3. La lex mitior tra successione di leggi penali e abolitio criminis. – 5. Conclusione.
SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. Quali sono i modi con cui la Corte di giustizia dell’Unione europea comunica? – 3. Chi comunica? – 4. A chi comunica? – 5. Conclusioni.
SOMMARIO: 1. Premessa: la concessione (eccezionale) del diritto di soggiorno derivato nella giurisprudenza della CGUE. – 2. Il caso Safi. – 3. L’impostazione “consequenzialista” dell’AG Ćapeta e il “diritto di non circolare”. – 4. La sentenza della Corte. – 4.1. Segue: l’abbondono del territorio dell’Unione “globalmente inteso”. – 4.2. Segue: il trasferimento in un altro Stato membro. – 5. Riflessioni conclusive (ma provvisorie) sull’impatto di Safi sulla dottrina Zambrano.
SOMMARIO: 1. Introduzione. ¬ 2. Ricostruzione della vicenda. ¬ 3. La decisione della Corte di giustizia sul terzo motivo di appello. ¬ 4. La natura quasi-vincolante della soft law e l’obbligo di motivazione. ¬ 5. Il sindacato del giudice dell’Unione. ¬ 6. Brevi conclusioni.
SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Le modifiche alla CSRD: riduzione dell’ambito soggettivo, semplificazione degli standard e tutela della catena del valore. – 3. Le modifiche alla CSDDD tra contrazione del perimetro applicativo, arretramento del regime di responsabilità civile e ricadute internazionalprivatistiche. – 4. Il quadro di (in)coerenza con gli altri strumenti dell’Unione. – 5. Osservazioni conclusive.